Storia

  • 2008 – FONDAZIONE PEGORARO – ROMANATTI onlus
  • Il 4 aprile 2008 muore a Zanè Pierina Pegoraro vedova di Enrico Romanatti.

    Due settimane dopo il notaio apre il testamento pubblico con cui Pierina lasciava tutto il suo patrimonio (costituito prevalentemente da immobili in Milano) alla costituenda Fondazione e nominava esecutore testamentario Giuseppe Pegoraro.

    La famiglia di Pierina Pegoraro

    Il Marito ROMANATTI LEONARDO ENRICO nato a Cantù il 20.11.1894 morto a Vicenza il 23.9.1968 a 74 anni

    PEGORARO PIERINA nata a Zanè il 20.3.1923 morta a Zanè il 4.4.2008 a 85 anni

    Papà PEGORARO GIOVANNI nato il  9.3.1881 a Zanè e  morto il  8.1.1977 a Vicenza a 96 anni

    Mamma BRAZZALE MARIA nata il 9.11.1891 a Calvene e morta il 22.10.1982 a Vicenza a 91 anni

    Pierina ha conosciuto Enrico (30 anni più vecchio di lei) quando non pensava più di sposarsi avendo superato i 33 anni (che per allora significava rimanere zitella). E’ stato un colpo di fulmine reciproco e nel giro di pochi mesi si sono sposati.

    Sono stati anni felici quelli del matrimonio, all’insegna di viaggi e divertimento, ma dopo 12 anni, nel 1968 Enrico muore. Pierina, che è rimasta vedova per 40 anni mi ha sempre parlato di un uomo meraviglioso, di una persona eccezionale, con il cuore in mano che aiutava tutti. Ho accompagnato a Cantù Pierina a donare un terreno edificabile ad una persona che era stata vicino a Enrico ma che la sua morte improvvisa gli aveva impedito tale donazione. Alla morte di Enrico ha donato un terreno al comune di Zanè che ancor oggi si chiama “parco Romanatti” vicino al cimitero dove è sepolto.

    Pierina era una donna tutta d’un pezzo con un cuore incredibile. Ricordo una sua gita a Roma negli anni ’90 in cui la corriera aveva fatto tappa in un monastero. Vedendo la vita delle suore e la loro miseria, voleva aiutarle, voleva fare qualcosa ma non aveva denaro con sé. Ha chiesto alla superiora se accettava un assegno… e prima di andarsene le consegnò un assegno da Lit. 100.000.000= … e la suora… svenne.

    Tutte le persone che soffrivano le facevano pena e si commuoveva… donava molto, ma nessuno sapeva niente, era molto riservata, forse questa è stata la molla che l’ha portata dal notaio a fare un testamento pubblico a favore di quanti hanno bisogno e soffrono, soprattutto bambini e persone disabili.

    Dopo la sua morte, il notaio mi chiama e legge il suo testamento in cui mi nominava esecutore testamentario. Subito ho rifiutato perché lo consideravo un impegno gravoso e inutile per me, che mi avrebbe distolto dalla mia attività lavorativa. Ma il notaio mi disse che zia Piera ci teneva e che comunque io avrei fatto sempre meglio di qualsiasi esecutore testamentario nominato dal Presidente del Tribunale di Vicenza. Un po’ per le parole del notaio e un po’ perchè temevo eventuali ripercussioni e incubi notturni da parte della zia… mi sono convinto di accettare la carica e fu così che, mio malgrado, sono stato “incastrato” in questo progetto pensando che nulla succede per caso.

    Ora, a distanza di oltre un decennio debbo ammettere che pur nel libero arbitrio di qualsiasi persona c’è un disegno divino, una predestinazione e dobbiamo dire che alla fine il mosaico viene composto. Ho scoperto che fare del bene fa proprio bene: sono diventato “padrone” del mio tempo che dedico agli altri… e incontrando persone tutti i giorni, queste mi danno quella carica e quella energia che mi permette di continuare ogni giorno ad essere a disposizione di tutti.

    Della zia Piera cosa resta?

    • La prima pietra di Casa Insieme, situata all’entrata, che ricorda questa avventura;
    • La lapide al cimitero dove quando posso vado a chiederle l’aiuto necessario per proseguire… (ricordo che la sua abitazione è diventata la Casa degli Anziani di Zanè e l’asilo nido di Zanè è stato completato grazie al suo aiuto);
    • Il cielo da dove sicuramente mi vede e credo che… con un sorriso si ritenga soddisfatta di quello che ha combinato con il suo testamento. Grazie zia Piera da Giuseppe Pegoraro

    FONDAZIONE PEGORARO ROMANATTI 20.12.2008

    Ii 20 DICEMBRE 2008 viene costituita la Fondazione Pierina Pegoraro e Enrico Romanatti per volere testamentario di Pierina Pegoraro.

    Quando a metà aprile 2008 dopo la morte di Pierina Pegoraro il notaio Cornelio Lorettu mi convoca perchè ero stato nominato nel testamento, mi ero illuso di ricevere qualche immobile… e invece mi aveva nominato per l’incarico di esecutore testamentario. Non nascondo che, trovandomi impreparato volevo rifiutare, ma il notaio mi ha convinto che, dati i rapporti con zia Piera… solo io potevo capire cosa avrebbe voluto fare per gli altri. E così, obtorto collo, ho accettato l’incarico senza sapere cosa mi avrebbe riservato. Sono stati cinque anni in cui amministravo gli affitti di Milano e finanziavo progetti sociali delle Associazioni locali. Questi incontri con le Associazioni piano piano mi hanno fatto entrare nel mondo del volontariato.

    2014 NASCE INSIEME ALTOVI

    Il 14 settembre 2014 viene costituita la Fondazione Insieme Altovi onlus.

    Perchè è stata costituita un’altra Fondazione visto che esisteva già la Pegoraro-Romanatti onlus? Il motivo è semplice: la Pegoraro-Romanatti, essendo di emanazione testamentaria, non ha alcun socio, mentre la Insieme Altovi è una Fondazione di comunità del territorio i cui soci (vedi nella home page) crescono continuamente come pure i gruppi e le associazioni.

    Perchè è stata costituita un’altra Fondazione visto che esisteva già la Pegoraro-Romanatti onlus? Il motivo è semplice: la Pegoraro-Romanatti, essendo di emanazione testamentaria, non ha alcun socio, mentre la Insieme Altovi è una Fondazione di comunità del territorio i cui soci (vedi nella home page) crescono continuamente come pure i gruppi e le associazioni.

    La Casa che ci ospita è stata chiama CASA INSIEME proprio perchè vuole aggregare le Fondazioni, le Associazioni, le imprese, le persone, tutto il territorio dell’Alto Vicentino perchè siamo coscienti che solo “INSIEME” possiamo superare gli ostacoli, migliorarci e contagiare di positività il nostro territorio.

    Il desiderio di “stare insieme” è stato manifesto fin dall’inizio, prima ancora che la Casa fosse finita: